Summer School: RIPENSARE L’UMANO

Ci troviamo oggi di fronte ad una profonda rivoluzione che affascina taluni e atterrisce altri. In realtà si tratta di una vera e propria sfida che il mondo contemporaneo sta lanciando al nostro pensiero riproponendo la domanda su cosa sia l’uomo attraverso gli incroci inediti che appoggia e cerca di governare tra l’ambito biologico, quello tecnologico e quello culturale. Non è un caso che la questione antropologica – alcuni grandi temi legati alla soggettività – sia tornata sulla scena dopo decenni in cui si è cercato di decostruire e in alcuni di eliminare la nozione di uomo dal dibattito filosofico. In questa prospettiva a Santa Maria di Leuca (LE) dal 14 al 18 luglio si è svolta una Summer School di filosofia dal titolo “Ripensare l’umano” organizzata da Carmine Di Martino (Università di Milano) e da Costantino Esposito (Università di Bari). Ad essa hanno partecipato alcuni giovani ricercatori e professori universitari che lavorano in Europa e nel mondo; della nostra Università vi ha preso parte Giambattista Formica, professore incaricato nella Facoltà di Filosofia. L’intento è stato quello di conoscere e discutere le posizioni di alcuni studiosi che stanno cercando di ripensare l’umano a partire da quattro prospettive aperte dalla filosofia durante il Novecento. La discussione si è svolta, infatti, attorno ad alcune ipotesi di lavoro che stanno sorgendo nell’ambito della scienza cognitiva, dell’ermeneutica, della genealogia e della biopolitica. In particolare, Massimo Marraffa (Università Roma Tre) ha presentato l’ipotesi sulla genesi dell’identità personale che emergerebbe da alcuni modelli neuro-cognitivi oggi di riferimento; Eugenio Mazzarella (Università Federico II, Napoli) ha riflettuto sulle due strategie fondamentali con cui l’uomo abiterebbe il mondo, vale a dire la religione e la tecnica; Nicola Russo (Università Federico II, Napoli) ha esplorato il nesso tra techne e logos come costitutivo dell’umano cercando di non cadere né in una “tecnomania”, né in una “tecnofobia”; infine, Roberto Esposito (Scuola Normale Superiore, Pisa) ha sottolineato il ruolo discriminante che il concetto di persona avrebbe giocato a partire dal diritto romano e ha presentato la proposta della biopolitica di superare tale nozione.