Carissimi, saluti a tutti!

Sono Mireille Milumbu Tausi, missionaria saveriana, congolese ed ex alunna del PUU dove ho conseguito il bacellierato in filosofia e in teologia. Attualmente sono in Thailandia dove la mia famiglia religiosa mi ha mandato come missionaria. Vorrei condividervi in breve la mia piccola esperienza in questa terra.

Sono arrivata in Thailandia il 23 novembre 2015, senza sapere la lingua locale, il thailandese, con un livello quasi elementare di inglese, ma con tanto entusiasmo di poter arrivare nel continente di Gesù come missionaria del Suo Vangelo. La mia gratitudine al Signore è grande per questo dono. In particolare perché posso a mia volta dare quello che ho ricevuto anch’io: i missionari sono venuti nella mia terra a portarci il Vangelo, ed oggi tocca a me di andare a portarlo.

La mia esperienza in questo primo mese è piena di meraviglia. Al mio arrivo, mi è stato consigliato di non cominciare lo studio della lingua subito ma di prendere il tempo per rendermi conto della realtà in cui mi trovo, e delle attività svolte dalle consorelle. Così ho fatto, passando un tempo al nord del paese dove abbiamo una comunità nella provincia di Nan, e un altro tempo qui dove mi trovo attualmente, nella provincia di Nonthaburi, periferia di Bangkok. A Nan le sorelle accompagnano alcuni cristiani in 5 villaggi, il più lontano è a 2 ore di macchina e il più vicino a 45 minuti. In questi villaggi la messa è assicurata una volta al mese perché c’è un solo sacerdote redentorista. Qui a Nonthaburi, le sorelle sono nelle diverse attività pastorali e sanitaria con i bambini disabili. Qui la parrocchia è tenuta dai padri del PIME e ha un territorio vasto anche se i cristiani sono una minoranza della popolazione, però ben motivati. Questa è la réaltà della Thailandia, i cristiani sono solo lo 0,6 %.

Nella mia visita al Nord nei villaggi con le sorelle, ero un essere estraneo per molti. Il mio colore nero li era estraneo. Così la gente si fermava per guardarmi, e quando i nostri sguardi si incontravano, sorridevamo. Si avvicinavano per toccarmi i capelli e da lì partiva il dialogo, ma non potevo né capire né rispondere se no tramite la traduzione delle consorelle. Mi sono resa conto quanto è bello parlare e capire, una facoltà che davo per scontato. La religione buddista vissuta in Thailandia è molto aperta a tutte le “cose sante”. Per cui la porta è veramente aperta ad un dialogo interreligioso in molti modi. In questi giorni di Natale, ho vissuto un’esperienza molto ricca per me. Portiamo Gesù bambino nelle case buddiste e cristiane che desiderano,e leggiamo il vangelo della natività e cantiamo canti di Natale. È impressionante vedere una casa dove ci sono alcune divinità, Buddha e devozioni buddista, ma aperta ad accoglierci e ascoltare il vangelo. Forse Gesù non è capito o viene accolto come tante altre divinità, però la premessa dà l’impressione di un cuore aperto. Quello che sto facendo in questi giorni è di leggere qualcosa sul buddismo per capire un pò la gente. Mi dispiace di non aver fatto il corso di introduzione al buddhismo che l’università ci offriva. Nella visita in una famiglia, dopo che le sorelle mi hanno presentata, la signora mi dice “che bello che sei venuta a fare dei meriti!” Mi sono chiesta quanto siamo capiti. Come posso aver fatto un lungo viaggio fin qua solo per prendere meriti. Comunque il terreno missionario c’è e sono contenta di essere qua come missionaria. Mi sento ben accolta dalla gente, anche se noto la difficoltà della lingua per la comunicazione. Per questo il mio impegno per questi mesi è lo studio della lingua. Lo studio che affronto con tanto entusiasmo ma anche con tanta fiducia in Colui per cui sono qua.