Storia di uno studente della PUU
Majdi Hashoul, Diacono dalla Terra Santa

Pace di Cristo nostro Signore,

Sono Majdi Hashoul, Diacono dalla Terra Santa ed Ex alunno della PUU, nella quale ho conseguito il baccellierato di Teologia circa due anni fa.  Ho avuto una grande fortuna a far parte per cinque anni di questa università ricchissima nel suo contesto culturale e negli studi accademici che offre in varie materie come religioni, storia mondiale ed ecclesiastica, lingue moderne ed antiche, e ho fatto pure parte dell’Associazione studentesca  “Omnes Gentes”, dove ho provato a servire come vice presedente.

Ringraziamento:
Vorrei anzitutto ringraziare il Magnifico Rettore P.  Alberto Trevisiol per la sua accoglienza in questi ultimi giorni in cui ho visitato Roma, e anche tutti i professore, gli impiegati e gli studenti che ho incontrato, per il loro amore e benevolenza. Questa esperienza ultima con voi ha risvegliato in me tanti bei momenti e ricordi del percorso interressante che ho passato con voi e con gli altri alunni, grazie al Signore.
Questo percorso che ho fatto per ben cinque anni di Filosofia e Teologia,  è stato un percorso per pensare e ripensare le cose, il mondo, l’uomo, se stessi e Dio, un percorso per abbracciare la realtà divina nei sentieri del mondo  e  riflettere in modo più profondo, preciso ed universale, sulla realtà psico-fisica per scoprire lo spirituale e il metafisico. Un percorso per andare oltre me, gli altri, e dentro entrambi.. l’avventura di cercare, la gioia di scoprire, la fatica significativa e la pazienza nel buio, un percorso di vita verso la verità che ravviva tutto.

Il motivo principale della mia visita ultima a Roma:
Sono venuto a Roma per quattro giorni, per partecipare alla canonizzazione recente delle due Sante palestinesi, Suor Maria Baouardy e Suor Maria Alfonsina Danil Ghattas, sulla prima ha detto il Pontefice: “umile e illetterata, seppe dare consigli e spiegazioni teologiche con estrema chiarezza, frutto del dialogo continuo con lo Spirito Santo. La docilità allo Spirito l’ha resa anche strumento di incontro e di comunione con il mondo musulmano” e sull’altra che ella “ha ben compreso che cosa significa irradiare l’amore di Dio nell’apostolato, diventando testimone di mitezza e di unità: ci offre un chiaro esempio di quanto sia importante renderci gli uni responsabili degli altri, di vivere l’uno al servizio dell’altro”.  E’ stato per me un tempo di grande grazia: ho fatto servizio come Diacono con il Santo Padre e l’ho salutato intimamente, con gratitudine per questo regalo, per noi Cristiani della Terra Santa, e per il mondo intero. Pregando, lavorando e sperando che questo passo, anche grazie a vostre iniziative e preghiere, porterà ad altri passi di preoccupazione positiva per la presenza cristiana in Terra Santa, che specialmente in questo tempo soffre in diversi modi, soprattutto a livello di scuole cristiane in Israele che sono in grande pericolo di non essere attive più il prossimo anno per la aumentata diminuzione del sostegno da parte del ministero dell’educazione.

La mia vita e missione adesso:
Dopo aver finito il percorso accademico e formativo nella PUU e nel PCU, il nuovo Vescovo mi ha chiesto di fare un anno pastorale in Libano, che includeva corsi pratici consigliati per i diaconi maroniti, presso il Seminario Patriarcale di Ghazir. Così sono andato lì all’inizio dello scorso anno formativo, subito dopo aver fatto nel mio paese un intervento non facile agli miei occhi e  dopo aver ricevuto il permesso di andare. Poi ho cercato lì una parrocchia per fare servizio pastorale in modo impegnativo ed efficiente, e così con l’aiuto della provvidenza divina ho conosciuto Don Joseph Soueid, il parroco della parrocchia di “Sad Elbushriyyi” In Beirut, che è un parroco molto attivo, nobile e vivo, che ha una delle parrocchie più attive in Libano, se non la più attiva. E dato che lì c’era bisogno di aiuto nel servizio pastorale, allora  con il consenso del suo Vescovo, del mio Vescovo e del Rettore del Seminario di Ghazir, ho cominciavo a servire lì con tutte le forze possibili, ricevendo un’esperienza ricchissima e particolare, grazie al Signore e a tutte le persone di buona volontà.

Il lavoro pastorale e la costruzione:
Dopo aver finito l’anno pastorale in Libano, sono tornato in Terra Santa, ed il Vescovo ha deciso di mandarmi a fare la pastorale in sette comunità libanesi sparse nella Galilea. Per poter fare questo, ho cercato di imparare tutte le cose elementari relative all’edilizia per rinnovare una casa antica della mia defunta nonna nel villaggio dei genitori di S. Paulo, Jesh (Jascala), in modo da avere un posto per dormire nella zona e per poter accompagnare il prete libanese che serve queste comunità e vive lì vicino. Grazie a Dio, ho quasi finito le cose principali di questo progetto di costruzione, e piano piano vivrò in modo abbastanza degno ed equilibrato.

Lavoro civile:
Per mantenermi, lavoro giorno e notte, sia nel liceo della campagna dove insegno matematica, sia in una compagnia di lingue dove insegno qualche lingua, e in altri piccoli impegni quando possibile, e grazie a Dio i miei mi hanno aiutato tanto:  oltre il cibo e la casa mi hanno comprato una macchina per poter andare a fare il servizio pastorale, e poi per andar al lavoro civile facilmente. Così per poter lavorare, ho cominciato a servire quattro comunità pastorale, invece di sette, dove c’è l’esigenza più grave.

Studio universitario:
Dopo aver partecipato nella Santa Messa presso il monastero Carmelitano sul monte Carmelo con le reliquie di Santa Teresa di Ávila, mi sono registrato per studiare Licenza in Sacra Scrittura presso l’Università di Haifa, cominciando dal secondo semestre, in un programma speciale che mette tutti gli orari insieme (circa 12 ore) in un giorno solo, nel quale non ho nessun servizio pastorale, e così ho potuto mettere tutto insieme, ed andare avanti, con l’aiuto di miei genitori per il pagamento dell’università.

Movimento pastorale:
Fino ad oggi cerco ad abitare cinque giorni la settimana nella casa in campagna (Jesh), perché faccio pastorale nelle comunità pastorali che sono più vicine al posto dove lavoro nel liceo, e cerco a dormire due giorni (mercoledì e giovedì) presso i miei quando vado a servire nelle comunità più vicine a Haifa e nel giorno che studio a Haifa, e ringrazio il Signore per la mia famiglia e dico, specialmente dopo questa esperienza, che la famiglia è un vero grande tesoro, che senz’essa non potevo continuare avanti in questo cammino, che è pure una grazia dal Signore, per vivere una esperienza di missionarietà faticosa sperando che sia gradita al Signore.

Rigraziamento:
Devo dire di nuovo che mi ha fatto grande piacere l’accoglienza del nostro Magnifico Rettore P.  Alberto Trevisiol e l’interesse amichevole della professoressa Lorella Congiunti, che mi ha chiesto di scrivere questa piccola storia della mia umile vite, e il benvenuto che mi hanno dato gli altri professori che ho incontrato alla PUU nei giorni passati.

Vi prego:
Finalmente vi prego di pregare per me tanto, per poter andare sempre avanti con zelo, forza e gioia nel cammino verso la verità vera ed ultima, senza fermare mai la ricerca amorosa del Mistero di Dio, Uno e Trino, e provare a vivere qualcosa del suo volere salvifico per tutti noi. Che il Signore ci benedica tutti, e ci confermi in ogni bene per poter dare il lume della luce al mondo.

Vostro fratello nel Signore,
Diacono Majdi Hashoul.