Incontro del corpo accademico della Pontificia Università Urbaniana Castelgandolfo, 26 ottobre 2013


Sabato 26 ottobre nella sede dell’ISCSM di Castelgandolfo ha avuto luogo un incontro del corpo accademico della PUU, organizzato dal Vicerettore prof. Lorella Congiunti, con l’approvazione del Rettore prof. Alberto Trevisiol.

Quarantacinque docenti di tutte Facoltà e Istituti hanno aderito con entusiasmo alla iniziativa.

L’incontro è iniziato con la Santa Messa presieduta da Sua Ecc.za Mons. Savio Hon Tai Fai, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e concelebrata dal Rettore e dai numerosi docenti sacerdoti.

Nella omelia, Sua Eccellenza ha fatto riferimento alla conceptio in ventre e in mente di Maria, proponendo delle riflessioni su testi di Ruperto di Deutz. Ha infine fatto riferimento alla docenza come “vocazione ecclesiale”.

 


L’incontro è proseguito nell’Aula Magna dove, dopo i saluti del Rettore e di Sua Ecc.za, si sono succeduti gli interventi programmati dei professori Aldo Vendemiati, Ardian Ndreca, Benedict Kanakappally, Silvestro Paluzzi e Armando Genovese. Ciascuno secondo la propria prospettiva personale e disciplinare, ha offerto spunti di riflessione su cosa significhi essere docenti alla PUU.

Dopo il pranzo, è stata offerta la possibilità di visitare gli adiacenti giardini delle Ville Vaticane. La visita è stato un momento particolarmente apprezzato da tutti.

Infine, tornati in Aula Magna, dopo un breve dibattito, la giornata si è conclusa.

Tutte le attività hanno avuto luogo grazie alla generosa e premurosa ospitalità del Collegio “Mater Ecclesiae”, diretto da Suor Marta Ficek SSPC.

La giornata ha confermato il desiderio e la necessità, condivisa dai partecipanti, di conoscersi meglio e lavorare in concordia nella prospettiva della Missione, propria della PUU.


Omelia di Sua Ecc.za Savio HON Tai-Fai
Messa Votiva di Maria Vergine, Sede della Sapienza
Letture: Rm 8, 1-11; Lc 13, 1-9

Introduzione alla Messa:


In un incontro come questo dove si radunano attorno all’altare i nostri cari professori dell’Università Missionaria, vorrei celebrare la Messa votiva della Vergine Maria, Sede della Sapienza, nostro modello di vita, come si afferma nell’ANTIFONA D'INGRESSO: «Sei beata, o santa Maria, vergine sapiente che hai portato nel tuo grembo il Verbo della verità; sei beata, vergine prudente che hai scelto la parte migliore».
Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita alla conversione del cuore, “se non vi convertite, perirete tutti”. Ad ogni cammino di conversione si richiede di lasciare i peccati e di abbracciare l’amore verso Dio ed il prossimo.
Per motivare maggiormente la nostra conversione, oggi vorrei offrire qualche pensiero di un autore medioevale, Ruperto di Deutz, per quanto riguarda la figura della Vergine Maria, sede della Sapienza, come esempio nei nostri studi e ricerche. A questo riguardo, propongo due considerazioni sulla Madonna, che Ruperto chiama: conceptio in mente et conceptio in ventre. Fin dal principio della storia, argomenta Ruperto, il mondo non è soltanto creato per mezzo del Verbo, ma anche in vista del Verbo. L’ingresso del Verbo nel mondo costituisce il nucleo del percorso della storia, il cui punto culminate è l’evento della Sua incarnazione. Poiché il Verbo fatto uomo è Colui che porta al compimento il mondo. Prima dell’incarnazione, Dio ha già eletto un popolo prendendolo come sposa, con l’intenzione di “generare” una nuova umanità in lei. La “generazione” temporale sarà la pista su cui il Verbo fa il suo ingresso nel mondo.
I profeti sono chiamati a profetizzare ciò. Loro sono le anime predilette da Dio. Sono state provate nella fede, e per grazia di Dio, hanno ascoltato e custodito la Parola con purezza di cuore. Ruperto è tra i pochi a ravvisare nell’ascolto fedele della Parola un’accezione sponsale, un rapporto intimo tra Dio e l’anima, come sposo e sposa. Infatti, Ruperto descrive l’esperienza mistica del profeta così: Dio Padre, come Sposo, abbraccia il profeta per l’impeto dell’Amore, cioè, lo Spirito Santo, e poi dal profondo del suo cuore infonde il Seme, cioè il Verbo, nell’anima del profeta. (Electas… animas vir Deus complexibus suis … admittebat, et impetu amoris sui, huius Spiritus Sancti, semen suum de secretis suis, Verbum suum de profundo cordis sui incutiebat illis).
In questo modo, il profeta invaso dall’ardore dello Spirito Santo e dotato dalla Verità del Verbo può profetizzare o parlare dell’amore di Dio, e suscitare la fede tra gli ascoltatori. Questa infusione del Verbo nelle anime dei profeti è chiamata conceptio mentis, e ve ne sono vari gradi d’intensità.
Le profezie, pur provenienti dalla conceptio mentis e contenenti la verità trascendente, sono espresse in condizioni terrene, cioè, espressioni umane e metaforiche. Perciò la conceptio mentis da sola, anche se di alta intensità, non è sufficiente. Invece, la concezione del Verbo nel seno verginale di Maria, chiamata conceptio ventris, è il perfezionamento della conceptio mentis.
L’abate di Deutz ritiene che Maria sia stata scelta per compiere la conceptio ventris. Ella è considerata la profetessa per eccellenza, anzi chiamata con il titolo di Regina Prophetarum, perché suprema è la maniera in cui è vissuta, in assiduo e costante ascolto della parola di Dio. Il Padre l’ha abbracciata e riempita di amore, cioè, la “gratia plena” dello Spirito Santo, e l’ha costituita umile donna di fede. Si trattava di una fede singolare, trasformata nel suo “fiat”, con cui ella ha concepito il Verbo di Dio tutto intero nel suo seno, come dice Ruperto, “…beata haec Virgo … prophetissa singularis facta est, plenam sancti Spiritus gratiam suscipiens, totum Dei Verbum, Deum Verbum prius mente quam ventre concipiens”.
Inoltre, nel grembo singolare e prediletto della Vergine si trovava non solo il Verbo incarnato, ma anche tutto “il Corpo di Cristo”. Ciò significa che nello stesso grembo si sono adunate ed estese, almeno in forma germinale, tutte le membra del Corpo, cioè, la Chiesa.
In questo modo, la Chiesa è rappresentata in Maria. Ruperto si attiene, in questi passi, esclusivamente alla tradizione, che il mistero della Vergine-Madre e quello della Chiesa-Madre s’intrecciano in un unico mistero.
Maria, in virtù della fede e “gratia plena”, diventa Sposa del Padre, così anche la Chiesa, in simile modo, diventa Sposa del Figlio. In virtù di una fede sperimentata, praticata, e provata alla luce del costante e custodito ascolto della Parola di Dio, Maria, alle parole dell’angelo, concepì il Verbo prima nella mente poi nella carne, diventando in tal modo figura di ogni cristiano.
Il monaco benedettino è tra i primi a vedere un legame forte tra l’utero verginale di Maria e quello della Chiesa nel cenacolo dove gli apostoli si sono radunati attorno a Maria in attesa della discesa dello Spirito Santo. L’utero della Sposa di Cristo è stato santificato dallo Spirito Santo per la conceptio ventris.
Come Maria è chiamata con il titolo di Regina Prophetarum quanto alla conceptio mentis, così ella è degna di essere Regina Apostolorum quanto alla conceptio ventris. Come nella Vergine Madre così in noi, la conceptio mentis si unisce alla conceptio ventris. Gli apostoli, predicando e battezzando, generano la nuova umanità nel grembo della Chiesa.
In tal modo il Cristiano, attraverso la fede nella Parola di Dio e l’osservanza di essa, può generare in sé il Verbo, ossia la nuova umanità conforme a quella del Verbo incarnato, e di conseguenza, può generare, per opera dello Spirito Santo, il Verbo nelle persone che ricevono il battesimo.
Ora questa duplice conceptio fa parte della nostra conversione come uno che assume non solo il ruolo dell’insegnante nell’Università Missionaria, ma lo abbraccia con umiltà e con amore come vocazione ecclesiale.
Carissimi, voi siete concittadini dei santi e familiari di Dio. Il vostro edificio ha per fondamento gli apostoli e i profeti. Fratello mio e sorella mia:
Ama la tua vocazione. Poni il tuo insegnamento sul fondamento degli apostoli e dei profeti. Ascolta la Parola di Dio sempre nel seno della Chiesa, perché tu possa entrare incessantemente di più nel mistero dello sposalizio divino.
Non separare mai gli studi dalla preghiera, cioè, preghiera semplice, come dice S. Teresina, «Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia». Concludo con la preghiera del Beato Giovani Paolo II:
«Possa, la Sede della Sapienza, essere il porto sicuro per quanti fanno della loro vita la ricerca della saggezza. Il cammino verso la sapienza, ultimo e autentico fine di ogni vero sapere, possa essere liberato da ogni ostacolo per l'intercessione di Colei che, generando la Verità e conservandola nel suo cuore, l'ha partecipata all'umanità intera per sempre».