Ringraziamo Mons Joseph coutts per la sua testimonianza di cristiano e di Pastore molto di più come un leader religioso in questo contesto pakistano, Grazie perché ci fa capire che essere cristiani non è facile, non è uno spettacolo, ma è una vita evangelica impegnata con Cristo e per Cristo. Ringraziamo la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli che sostiene economicamente e spiritualmente la missione della Chiesa pakistana ed è impegnata affinché la formazione degli studenti sia qualificata ed efficace per rispondere ai bisogni di oggi.
Ringraziamo il nostro Rettore, il segretario generale e Gemma, Decano della misologia Khanakapali, la preside Loghitano dell’istituto della catechesi e spiritualità missionaria che ci sono molto vicini e ci incoraggiano sempre con le loro parole, con gesti fraterni e con un cuore aperto.
- Ringraziamo tutti professori in particolare il nostro caro professore e fratello Mubeen shahid, pakistano, tutti gli studenti, tutte le persone che sono presenti qui con noi e con il nostro popolo pakistano. Il Dio della vita che mai spegne la luce della fede e della speranza nei cristiani, ci accompagni in questo tempo non facile per la vita dei cristiani.
Grazie di tutto a tutti.

LA SANTA MESSA IN ONORE DEI MARTIRI

IL SANGUE DEI MARTIRI è IL SEME DEI CHRISTIANI

INTRODUZIONE: (Rifat)

Oggi, insieme al nostro Arcivescovo Joseph Coutts dal Pakistan, siamo riuniti per celebrare l’Eucaristia in suffragio dei cristiani martiri non solo per quelli che sono colpiti nelle stragi, ma anche per coloro che quotidianamente testimoniano la loro fede in Cristo. Questi cristiani, martiri di oggi, sono una grande testimonianza di fede solida, di fede che non vacilla, che non negozia, che non si confonde con il relativismo che non si compra né si vende a buon mercato, che non ha paura di dare la vita per il Cristo, Morto e Risorto. Costi quello che costi! Carissimi questa è la nostra fede professata e vissuta. Questa fede ci chiede di essere coerenti al vangelo, di prendere coscienza di quello che diciamo e di quello che viviamo. Oggi il sangue dei nostri fratelli e sorelle ci provoca, ci interpella, ci sveglia e ci impegna con la vita e per la vita. Solo per questo possiamo dire con san Paolo, “chi ci separerà, dunque, dall’amore di Cristo? Forse la spada, la morte, la tribolazione, la persecuzione…..”.